JIMTOF 2026

Pubblicato il 06/07/2026
JIMTOF 2026

Dal 26 al 31 ottobre è di scena al Tokyo Big Sight la 33° edizione di JIMTOF, esposizione internazionale dedicata al settore delle macchine utensili, considerata tra le principali fiere internazionali di tecnologia a livello mondiale.

Su una superficie di 118.540mq saranno presenti 944 espositori su un totale di 4.423 stand, di cui 725 giapponesi e 219 internazionali, suddivisi per categorie di prodotto. L'elenco degli espositori è pubblicato online sul sito ufficiale www.jimtof.org. Al conteggio della precedente edizione 2024 sono risultati 162.670 visitatori.

Gli operatori del settore manifatturiero, previa registrazione a settembre sul sito della fiera, potranno toccare con mano e raccogliere informazioni sulle tecnologie più innovative, dalle macchine utensili agli accessori.

A JIMTOF 2026 saranno infatti esposte macchine utensili per il taglio dei metalli e per la formatura, accessori per macchine utensili, utensili da taglio e resistenti all'usura, utensili in diamante e CBN, mole e abrasivi, ingranaggi e dispositivi di ingranaggi, macchinari oleoidraulici, pneumatici e idraulici, macchine e strumenti di misura di precisione, strumenti di misura ottici, macchine di prova e CAD/CAM.

JIMTOF è un appuntamento di forte richiamo che si ripete ogni due anni da oltre cinquant'anni, una fiera consolidata, rinomata per la sua capacità di fornire ai visitatori informazioni su una vasta gamma di prodotti utilizzati nell'industria manifatturiera.

di Marinella Croci

Per maggiori informazioni: Jimtof 2026
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Amb 2026: i processi collaborativi guidano l’automazione

Tema centrale: Automazione: Patrick Schwarzkopf (VDMA) parla di processi collaborativi, intelligenza artificiale e automazione per le PMI tramite soluzioni No-CodeQuando le aziende manifatturiere puntano a rendere i propri processi più efficienti e flessibili, le soluzioni di automazione assumono un ruolo centrale, soprattutto negli ambiti in cui persone e macchine collaborano sempre più strettamente. L'AMB 2026 affronta questo tema centrale con un approccio pratico e mostra come i processi collaborativi si stiano evolvendo lungo l'intera filiera della lavorazione per asportazione di truciolo. Nell'intervista, Patrick Schwarzkopf, Direttore Generale dell'Associazione di settore VDMA per Robotica e Automazione, analizza i principali fattori che stanno guidando questa evoluzione e offre una panoramica sugli sviluppi che le aziende dovrebbero tenere sotto osservazione.L'automazione come uno dei tre temi centrali: i processi collaborativi acquistano sempre maggiore importanzaAMB: L'industria della robotica e dell'automazione prevede per il 2026 un calo del fatturato del 5%; ciononostante, la pressione sulle aziende manifatturiere affinché automatizzino i propri processi continua a crescere. Perché proprio questo è il momento giusto per puntare sui processi collaborativi e quali fattori spingono le imprese a compiere questo passo?Patrick Schwarzkopf: È vero, stiamo ancora osservando una marcata prudenza negli investimenti, dovuta a diverse ragioni: dalle tensioni geopolitiche alle ben note criticità legate alla competitività dei siti produttivi. Tuttavia, la tendenza verso l'automazione resta inalterata. Nei prossimi anni il cambiamento demografico si farà ancora più evidente; per questo sarà necessario automatizzare un numero crescente di attività, così da supportare il personale qualificato che rimarrà disponibile. Solo così potremo rimanere competitivi. Sarà determinante l'interazione tra uomo e macchina. Il rapidissimo sviluppo dell'intelligenza artificiale (di seguito IA), in particolare dell'IA generativa e della cosiddetta IA fisica, apre nuove possibilità, ad esempio attraverso gli agenti di IA (Agentic AI) e grazie a un utilizzo e a una programmazione delle soluzioni di automazione molto più semplici.AMB: Per molto tempo l'automazione è stata concepita soprattutto per la produzione in grandi serie. Oggi, invece, le soluzioni robotiche rappresentano un'opzione concreta anche per le piccole serie. A che punto è arrivata questa evoluzione e di cosa ha concretamente bisogno una piccola impresa per introdurre l'automazione nel proprio processo produttivo?Patrick Schwarzkopf: L'automazione per le PMI sta compiendo enormi passi avanti. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni è stato straordinario e ha ridotto sensibilmente le barriere d'ingresso per le piccole e medie imprese. Sono tipici gli scenari di "Low Volume, High Mix", caratterizzati da bassi volumi produttivi e da un'elevata varietà di prodotti. In questi contesti è fondamentale che la programmazione possa essere eseguita in modo rapido, semplice e senza un grande impegno da parte del personale. A questo scopo oggi esistono numerose soluzioni No-Code, che non richiedono alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione. I flussi di automazione possono essere configurati tramite interfacce grafiche con funzionalità di drag-and-drop, mentre le traiettorie dei robot possono essere apprese mediante guida manuale (hand guiding) e memorizzate con la semplice pressione di un pulsante. I principali produttori offrono ormai da tempo soluzioni specificamente sviluppate per rispondere alle esigenze delle PMI. Spesso sono sufficienti configurazioni pragmatiche, ad esempio un robot che lavora durante la notte, consentendo così un significativo incremento della produttività. L'ostacolo è spesso meno tecnologico che culturale: molte aziende continuano a ritenere che l'automazione sia inevitabilmente troppo complessa o troppo costosa. Questa convinzione è ormai superata, perché le soluzioni esistono già e sono facilmente osservabili in fiere specializzate come l'AMB. Un utile punto di riferimento è, ad esempio, Go4Robotics, la piattaforma online della International Federation of Robotics (IFR).AMB: Se la programmazione e l'utilizzo diventano più semplici, anche la collaborazione diretta tra uomo e robot si fa sempre più concreta. Oggi i due lavorano sempre più spesso fianco a fianco, senza la necessità di barriere di protezione: è stato proprio lo sviluppo di sistemi di sensoristica supportati dall'IA a rendere questa modalità realmente praticabile. Quali cambiamenti concreti comporta tutto questo sullo shop floor e in che modo le aziende devono ripensare i processi e il ruolo delle persone?Patrick Schwarzkopf: I robot collaborativi (cobot) sono ormai ben affermati. In molte applicazioni, tuttavia, si parla più propriamente di "coesistenza": uomo e robot operano senza barriere di protezione, rendendo possibile un'interazione diretta e sicura. Un ulteriore livello di collaborazione ancora più stretta lo stiamo osservando oggi con la robotica umanoide. In questo ambito l'IA sta compiendo progressi straordinari: i robot sono sempre più capaci di interpretare l'ambiente circostante e di agire in modo autonomo e appropriato. Sebbene sia ancora necessario svolgere un importante lavoro pionieristico, i robot umanoidi stanno progressivamente uscendo dai laboratori di ricerca e trovano già le prime applicazioni sperimentali in ambito industriale. Prima che questa tecnologia raggiunga una piena maturità per un impiego diffuso sarà necessario ancora del tempo. Al contempo, però, la robotica umanoide sta accelerando l'evoluzione dell'interazione stretta tra uomo e macchina, ad esempio grazie alla possibilità di comunicare verbalmente con i robot.AMB: Molti di questi sviluppi possono essere valutati al meglio osservandoli dal vivo. A settembre, l'AMB riunirà a Stoccarda l'intero ecosistema della lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo: produttori, utilizzatori e mondo della ricerca sotto lo stesso tetto. Quale contributo può offrire questa combinazione unica per favorire una più ampia diffusione dell'automazione collaborativa? E perché la visita alla fiera è imprescindibile per tutte le aziende che operano nella lavorazione dei metalli e stanno valutando l'introduzione di soluzioni di automazione?Patrick Schwarzkopf: Uno sguardo ai dati ne evidenzia chiaramente l'importanza: secondo la International Federation of Robotics (IFR), il Machine Tending – ossia il carico e lo scarico automatico dei pezzi sulle macchine utensili – rappresenta una delle principali applicazioni della robotica. Nel corso di un decennio, le nuove installazioni annuali di robot destinati alle operazioni di handling sulle macchine utensili sono aumentate da 14.500 unità nel 2015 a 19.000 unità nel 2024. I dati preliminari dell'IFR indicano che anche nel 2025 il trend proseguirà con una crescita significativa, a doppia cifra. Negli ultimi anni è aumentato sensibilmente anche l'impiego dei robot collaborativi (cobot): nel 2024 sono stati installati a livello mondiale circa 65.000 cobot, pari al 12% di tutti i robot industriali. Gli incrementi più rilevanti si registrano nel settore della robotica mobile, che consente di collegare in modo flessibile diverse macchine produttive, ad esempio mediante manipolatori mobili, ossia piattaforme mobili equipaggiate con un braccio robotico. È difficile trovare una panoramica così completa, concentrata e specifica per il settore come quella offerta da una fiera specializzata. All'AMB, infatti, è possibile vedere e sperimentare concretamente le soluzioni di automazione dedicate alla lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo.AMB: Grazie per l'intervista, signor Schwarzkopf.Focus sull'automazione all'AMB 2026 nell'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6)L'automazione sarà protagonista dell'AMB 2026 in quasi tutti i padiglioni fieristici: dai costruttori di macchine utensili dotate di sistemi di automazione fino alle soluzioni dedicate agli utensili e alle tecnologie di serraggio, ad esempio per l'attrezzaggio automatico. Un punto di riferimento particolare sarà l'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6), che ospiterà l'area "Automazione e tecnologie di handling". Qui numerose aziende espositrici – tra cui FANUC, KUKA, Cellro, RoboJob, Wassermann Technologie e molte altre – presenteranno le loro più recenti soluzioni per la produzione e la gestione dei processi. Vale la pena consultare l'elenco degli espositori, perché qui i visitatori professionali possono vedere dal vivo come robotica, automazione collaborativa, approcci Industria 4.0 e IIoT (Industrial Internet of Things) stiano evolvendo i processi di lavorazione per asportazione di truciolo, introducendo nuove soluzioni e nuovi impulsi all'innovazione del settore.Informazioni sull'AMBDal 1982 l'AMB presenta gli highlight dell'industria metallurgica internazionale. "Where metal comes alive": anche nel 2026 sarà un appuntamento fisso nelle agende del settore, quest'anno dal 15 al 19 settembre. È il mercato internazionale e il luogo di incontro per la lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo, dove vengono presentati gli ultimi prodotti, tecnologie, innovazioni, servizi e concetti in tutte le loro sfaccettature. L'AMB è sostenuta dagli associazioni di riferimento VDMA Präzisionswerkzeuge, VDMA Software und Digitalisierung e VDW Verein Deutscher Werkzeugmaschinenfabriken e.V. (Associazione tedesca dei costruttori di macchine utensili).

09/07/2026 Leggi di più

Assemblea ucimu: nel 2026 l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazi

Il 2025 si è rivelato un anno complessivamente fiacco per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato una sostanziale stazionarietà della produzione rispetto all’anno precedente. Il risultato deludente è stato determinato dal pesante calo dell’export. È andata meglio l’attività sul mercato interno, trainata dalla ripresa della domanda, ma, nonostante gli incrementi a doppia cifra, i valori sono rimasti ancora molto distanti dai livelli del 2021-2022.Nonostante ciò, l’industria italiana di settore si è confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale ove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e di consumo e quarta in quella di export.Le previsioni per il 2026 stimano una timida ripresa trainata dal miglioramento della performance raccolta sul mercato domestico, grazie anche alla disponibilità dell’Iperammortamento. Ancora debole l’attività oltreconfine.Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, Riccardo Rosa, in occasione dell’Assemblea dei soci che ha visto la partecipazione della vicepresidente di CONFINDUSTRIA per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, del presidente del Comitato Scientifico di ISPI, Paolo Magri, moderati e intervistati da Rita Querzè, giornalista de Il Corriere della Sera. A seguire si è tenuto un confronto tra due giovani imprenditori, Luca Dadone e Elisa Stucchi, che hanno raccontato la loro idea di innovazione, tra AI e realtà aumentata applicate al mondo del manifatturiero. Oltre 150 gli ospiti presenti, tra imprenditori e manager del settore, rappresentanti delle istituzioni e operatori della stampa.I CONSUNTIVI 2025Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024.Pesante è stato il calo dell’export sceso, del -12%, a 3.760 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è calato al 58,8%, rispetto al 67,5% del 2024.Nel 2025, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (572 milioni, -9%), Germania (274 milioni, -24,9%), Francia (204 milioni, +0,2%), Polonia (188 milioni, +11,2%), Turchia (168 milioni, -11,5%), India (164 milioni, -11,6%), Messico (158 milioni, -10%), Spagna (147 milioni, -6,5%), Cina (110 milioni, -54,1%), Brasile (84 milioni, +15,9%).Dopo due anni di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere, attestandosi a 2.631 milioni di euro, pari al 28,1% in più rispetto all’anno precedente. A trainare questa performance è stata la ripresa del consumo domestico, cresciuto, del 22,3%, a 4.534 milioni di euro.Le importazioni si sono attestate a 1.903 milioni di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2024. La quota di consumo domestico coperta dalla offerta estera è scesa, di tre punti percentuali, al 42%. In calo il livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è passata dal 77,3% del 2024, al 76,5%. Stesso andamento anche per il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2024.Il fatturato di settore si è fermato a 9.330 milioni di euro.LE PREVISIONI 2026Come emerge dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, il 2026 segnerà una leggera ripresa dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro (+3,9%). Le esportazioni si manterranno sul livello dell’anno precedente, attestandosi a 3.785 milioni di euro (+0,7%).Proseguirà il trend positivo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, attese in crescita, dell’8,5%, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni, (+ 7,4%).Anche le importazioni registreranno segno positivo, arrivando a 2.015 milioni (+5,9%).L’INDUSTRIA ITALIANA DELLA MACCHINA UTENSILE TRA INSTABILITÀ GEOPOLITICA E INCENTIVIRiccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “Il 2025 è stato un anno complessivamente deludente per i costruttori italiani di macchine utensili che hanno dovuto fare i conti anzitutto con il forte calo delle vendite all’estero. D’altra parte, nonostante la ripresa, anche l’attività sul mercato interno è risultata poco soddisfacente complice anche il caos intorno a Transizione 5.0”.“Sul fronte internazionale, l’instabilità geopolitica ha reso particolarmente complicata l’attività del settore rappresentato da UCIMU che ha nei mercati esteri lo sbocco principale della propria produzione”. “Detto ciò, gli accadimenti di questi ultimi anni hanno sottoposto le nostre imprese ad uno stress-test continuo, allenandole ad operare in condizioni di business unusual come mai prima d’ora. Anche per questo - ha continuato Riccardo Rosa - rileviamo che non tutto ciò che accade, e che ha un collegamento diretto con il nostro mondo, impatta nello stesso modo sulla nostra attività”. I DAZI “I dazi introdotti dalla amministrazione Trump hanno avuto un impatto per noi gestibile. Lo dicono i dati: nel 2025 - ha affermato Riccardo Rosa - le vendite negli Stati Uniti sono calate del 9%. Ma gli Usa restano, di gran lunga, il primo mercato di sbocco del made in Italy settoriale. Ciò è possibile per differenti ragioni: anzitutto gli Stati Uniti non hanno una produzione locale sufficiente a coprire il consumo domestico e necessitano di tecnologia avanzata e super-customizzata; oltre a ciò, in questo particolare momento storico, il settore della difesa, strategico per il paese e dunque esentato dal pagamento dazi, sta esprimendo una domanda piuttosto vivace. Questi tre fattori hanno permesso, e permettono tuttora, ai costruttori italiani di continuare a operare sul mercato americano che apprezza da sempre le caratteristiche della nostra offerta”. “Non per questo - ha aggiunto il presidente - le criticità sono azzerate. Per le tipologie di macchine che sono prodotte anche da costruttori americani, il dazio è evidentemente una pesante zavorra che ha limitato le vendite di made in Italy settoriale. Ma non solo. La politica commerciale di Trump ha prodotto alcuni pesanti effetti indiretti; è il caso, ad esempio, dell’incremento del costo di alcune materie prime praticato da altri paesi in risposta ai dazi, incremento che impatta anche sulla nostra attività”.L’EUROPA E L’AUTOMOTIVE “Più complicato è risultato invece gestire l’impatto delle guerre e della debolezza di un mercato importante come quello europeo. Nel caso delle guerre, l’esempio più evidente per noi costruttori è la sparizione della Russia dai nostri radar. Nel 2013, prima dell’invasione della Crimea e delle prime sanzioni, essa rappresentava il nostro quarto mercato di sbocco, con 177 milioni di export. Nel 2022, era il nostro ottavo mercato di destinazione (con 99 milioni). Dal 2023 è assente e, soprattutto, è un mercato che abbiamo regalato ai costruttori cinesi. Chissà se, una volta risolta questa ferita nel cuore dell’Europa, riusciremo a recuperare almeno parte del terreno perso”. “E a proposito di Europa – ha affermato Riccardo Rosa – ci stiamo pericolosamente avvicinando al rischio di de-industrializzazione. Le scelte, assolutamente discutibili, fatte dalle autorità dell’Unione in materia di transizione elettrica dell’automotive stanno manifestando sempre di più i loro effetti concreti.  In un momento in cui cambia profondamente il concetto di trasporto da parte delle nuove generazioni per cui l’auto non è più considerata uno status symbol ma un mezzo per viaggiare, gli organi di governo europei, con il loro atteggiamento dirigista, hanno di fatto permesso all’offerta asiatica di invadere spazi che erano appannaggio del nostro manifatturiero. Prima che gli effetti siano irreversibili, chiediamo a chi ci rappresenta e governa in Europa di ripensare l’approccio che deve basarsi sul principio di neutralità tecnologica, permettendo così alla filiera dell’auto, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione di chi è impiegato nell’industria”.  “Al netto dell’auto a cui è legata a doppio filo, la Germania, il grande malato di Europa, forse vede la luce in fondo al tunnel. Nel primo trimestre del 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dalla associazione tedesca, ha infatti segnato un +15,1%, interrompendo la sequenza negativa che durava da tre anni consecutivi. Il piano di rilancio voluto dal Cancelliere Mertz e quello a supporto della difesa stanno restituendo fiducia al paese. L’auspicio è che sia effettivamente così perché se la locomotiva tedesca riparte, noi, primo vagone di questo treno, siamo pronti ad agganciarci ad essa per poter continuare a lavorare nelle filiere produttive del Made in Germany che viaggia su direttrici lunghissime, distribuendo la nostra produzione ovunque nel mondo.”LA CRISI DI HORMUZ “In attesa di comprendere i contenuti dell’accordo e consapevoli del fatto che occorrerà tempo perché il transito delle merci riprenda il suo ritmo, l’impatto sulla nostra attività al momento è gestibile e siamo fiduciosi che la distensione nell’area del Medio Oriente porterà grandi vantaggi alle nostre imprese. In termini di business diretto, l’area assorbe circa il 30% dell’export destinato all’Asia, dunque il ritorno “alla normalità” darà slancio alla nostra attività nella regione ove sono soprattutto le tecnologie per la deformazione dei metalli ad essere richieste in risposta ai grandi piani di sviluppo infrastrutturali. In termini indiretti, il ripristino del transito delle merci permetterà una progressiva riduzione dei costi degli approvvigionamenti cresciuti in modo deciso in questi ultimi mesi”. IL MERCATO ITALIANO E GLI INCENTIVI “In un momento cruciale come quello che stiamo vivendo, con una domanda estera decisamente debole, il mercato interno diventa ancor più rilevante per le nostre imprese. La disponibilità della misura di Iperammortamento prevista dal nuovo Piano Transizione 5.0, oggi pienamente operativa, è un ottimo strumento di sostegno alla domanda italiana di nuove macchine utensili”. “Dobbiamo dire che il 2026 era cominciato veramente in salita: la raccolta ordini sul mercato interno aveva subito un calo pesante, pari al 29% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. Ma la sensazione era che la domanda fosse freezata. In questo primo mese effettivo di Iperammortamento, ottenuta l’operatività della Piattaforma GSE, abbiamo già visto un cambio di passo nell’atteggiamento dei nostri clienti italiani. Questo conferma ciò che dicevamo da tempo: la domanda italiana c’è ma i clienti attendevano chiarezza per concretizzare gli ordini”. “Ora l’incentivo sta funzionando. A margine del Tavolo della Meccanica indetto dal Ministero delle imprese e del made in Italy a fine giugno, è emerso che del totale delle domande di prenotazione di risorse inserite nella piattaforma, il 90% è riconducibile a investimenti in macchine utensili. Bene dunque! Al MIMIT va il riconoscimento per aver definito, seppure con ritardo, una misura di facile utilizzo e con durata triennale. Finalmente, le imprese italiane dispongono di una misura di politica industriale che permette una pianificazione di medio periodo sia per chi produce sia per chi investe. L’auspicio è che il suo utilizzo permetta alla domanda italiana di tornare sugli alti livelli del 2021-2022, assicurando così anche un corretto aggiornamento della nostra industria che ha necessità di innovazione continua per restare competitiva sul mercato internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando le regole del gioco”. 

09/07/2026 Leggi di più

Gruppo valvitalia: aggiudicata commessa da 30 milioni di dollari per il gasdotto usa "desert so

L’ORDINATIVO RAFFORZA IL PORTAFOGLIO ORDINI, SALITO A 263 MILIONI DI EUROGOVERNANCE: RINNOVATI GLI ORGANI SOCIALI DEL GRUPPO PER IL PROSSIMO TRIENNIOLa fornitura riguarda 94 valvole di grande diametro che saranno realizzate nello stabilimento di Rivanazzano Terme e che saranno destinate ad una nuova infrastruttura da 840 km che collegherà il Texas al Nuovo Messico e all’ArizonaIl Presidente, Salvatore Ruggeri: «La commessa conferma la nostra capacità di partecipare ai principali programmi infrastrutturali energetici internazionali e valorizza il know-how industriale sviluppato in Italia»Il Vicepresidente Esecutivo, Massimiliano Ruggeri: «Le Americhe sono un mercato sempre più centrale per il Gruppo e offrono interessanti prospettive di ulteriore crescita nel medio-lungo periodo»Il Gruppo Valvitalia comunica di essersi aggiudicato una nuova commessa dal valore di circa 30 milioni di dollari per la fornitura di valvole destinate al progetto Desert Southwest, una delle più rilevanti infrastrutture energetiche attualmente in fase di sviluppo nel Sud-Ovest degli Stati Uniti.L’ordine riguarda la realizzazione di 94 valvole da 48 pollici che saranno saranno interamente progettate e prodotte presso il sito industriale di Rivanazzano Terme (PV), confermando il ruolo centrale del Made in Italy e delle competenze tecnologiche del Gruppo nella realizzazione di soluzioni ad elevata complessità destinate alle principali opere internazionali nel campo dell’energia. La consegna della fornitura è prevista nel corso del 2027.L’acquisizione della commessa contribuisce alla crescita del portafoglio ordini del Gruppo, salito a circa 263 milioni di euro, e rafforza ulteriormente il posizionamento di Valvitalia nelle Americhe, oggi primo mercato di destinazione dei prodotti del Gruppo. Complessivamente, gli ordinativi provenienti da Nord e Sud America incidono per oltre il 37% dei bookings totali, a conferma della rilevanza strategica del continente per lo sviluppo del business.A supporto dell'impegno nell'area, il Gruppo può contare anche sulla presenza del personale di  Valvitalia USA a Houston, in Texas. Coordinata da Massimiliano Ruggeri, la struttura assicura un presidio stabile del mercato americano e accompagna le attività di sviluppo di Valvitalia in una geografia di primario valore a livello globale. Salvatore Ruggeri, Presidente di Valvitalia, ha commentato: «L’aggiudicazione di questa importante commessa conferma la fiducia che i nostri clienti ripongono nelle competenze, nell’affidabilità e nella qualità delle soluzioni che progettiamo e realizziamo. Partecipare a un’infrastruttura strategica come Desert Southwest significa contribuire concretamente allo sviluppo energetico di un’area in forte crescita e, al tempo stesso, conferma la nostra capacità di inserirci con successo nei principali programmi infrastrutturali internazionali. Questo risultato valorizza il patrimonio di competenze costruito negli anni e il contributo determinante delle nostre persone. La qualità del portafoglio ordini ci permette di guardare con fiducia alle prospettive di crescita future e conferma la validità del nostro percorso, sostenuto da una presenza sempre più qualificata nei mercati energetici dal maggiore potenziale».Massimiliano Ruggeri, Vicepresidente Esecutivo di Valvitalia, ha dichiarato: «Questa fornitura è un importante riconoscimento per il lavoro svolto negli anni, nella direzione di consolidare la nostra presenza nel continente americano e di potenziare le relazioni con i principali operatori del settore energetico. Gli Usa continuano a rappresentare un mercato di primaria importanza per Valvitalia e offrono interessanti opportunità di sviluppo, sostenute da rilevanti investimenti nelle infrastrutture energetiche. Al tempo stesso, stiamo dando continuità alla nostra crescita in Sud America, dove vediamo prospettive favorevoli per l'espansione del business. La qualità delle opportunità e il dialogo costante con clienti di primo piano ci consentono di guardare con fiducia all'evoluzione della nostra presenza nell’area».Desert SouthwestL’infrastruttura statunitense, dal valore stimato di 5,6 miliardi di dollari, si svilupperà per circa 840 chilometri collegando il Bacino Permiano, uno dei più importanti giacimenti di idrocarburi del Nord America situato tra Texas occidentale e Nuovo Messico, ai mercati finali dell’area sud-occidentale degli USA, in particolare Arizona e Nuovo Messico. La realizzazione del gasdotto permetterà di sostenere la crescente domanda energetica dell’area, a supporto dell’espansione demografica e dello sviluppo economico regionale.Gasoducto DedicadoInoltre, tra le opportunità più recenti e significative in Sud America, figura la fornitura di valvole per il progetto Gasoducto Dedicado in Argentina, un gasdotto di 480 chilometri in fase di realizzazione nella Provincia di Neuquén. Confermata la guida del gruppo per il prossimo triennioL’Assemblea degli Azionisti e il Consiglio di Amministrazione di Valvitalia hanno inoltre provveduto al rinnovo degli organi sociali del Gruppo per il triennio 2026-2028, confermando la continuità della governance che ha accompagnato il percorso di sviluppo e crescita degli ultimi anni.Salvatore Ruggeri è stato confermato Presidente, Massimiliano Ruggeri Vicepresidente Esecutivo e Andrea Forzi Amministratore Delegato.Del nuovo Consiglio di Amministrazione fanno inoltre parte Manuela Carra, Angela Colmellere, Paolo Rinaldi e Manuela Sabbatini. Parteciperanno inoltre ai lavori del Consiglio di Amministrazione, in qualità di observer, Franco Gianni e Andrea Alghisi.Contestualmente, è stato nominato il nuovo Collegio Sindacale, composto da Micol Marisa in qualità di Presidente, Annalisa Zanini e Giuseppe Galeano quali Sindaci effettivi.Il rinnovo delle cariche assicura continuità strategica e manageriale al Gruppo in una fase caratterizzata da una crescente presenza internazionale e da importanti opportunità di sviluppo nei mercati di riferimento.

02/07/2026 Leggi di più
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