L’export della meccanica supera i 20 miliardi di euro nel primo semestre

Pubblicato il 05/10/2026
L’export della meccanica supera i 20 miliardi di euro nel primo semestre

I numeri presentati agli Anima Export Days 2026: +2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Export in crescita in Usa, Cina e Germania
 
L’export della meccanica varia rappresentata da Anima Confindustria raggiunge 20,4 miliardi di euro nel primo semestre 2026, in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati, elaborati dall’Ufficio Statistica di Anima su base Istat, sono stati presentati in occasione della tappa di Brescia degli Anima Export Days, l’iniziativa dedicata all’internazionalizzazione della meccanica italiana che, dal 28 settembre al primo ottobre, sta facendo incontrare le imprese del settore con buyer internazionali selezionati. Giunti alla sesta edizione, gli Export Days nascono dalla collaborazione tra Anima Confindustria, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Agenzia Ice, con l’obiettivo di favorire nuove relazioni commerciali e sostenere il rafforzamento della presenza delle aziende italiane sui mercati esteri. Quest’anno gli incontri B2B coinvolgono operatori provenienti da oltre 20 paesi e si svolgono in quattro tappe: Borgosesia, Torino, Brescia e Bassano del Grappa.
 
L’iniziativa si inserisce in una fase nella quale le tensioni geopolitiche e le incertezze sulle politiche commerciali continuano a condizionare gli scambi internazionali. In questo scenario, i dati relativi al primo semestre 2026 restituiscono un quadro di tenuta per la meccanica rappresentata da Anima. L’export dei settori Anima ha raggiunto complessivamente 20,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,8% rispetto ai 19,8 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.
 
La dinamica conferma la forte vocazione internazionale del comparto, pur con andamenti differenti. Tra le principali componenti dell’export figurano valvolame e rubinetteria, turbine a gas, pompe idrauliche, e impianti aeraulici. Altri comparti mostrano risultati positivi, mentre alcuni registrano una contrazione.
 
Sul piano geografico, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione dell’export dei settori Anima, con 2,38 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2026, in crescita del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono la Germania, con 1,99 miliardi di euro (+4,8%), e la Francia, con 1,81 miliardi (+2,9%). Accanto ai mercati europei più consolidati, emergono alcune dinamiche particolarmente rilevanti nelle aree extra-Ue, a partire da Cina, Medio Oriente e Nord Africa.
 
Nonostante un calo generale verso i paesi del Golfo (-3,7%), l’export verso l’Arabia Saudita è cresciuto del 14,6% (665,1 milioni di euro), sostenuto dai comparti legati agli impianti di processo, energia, infrastrutture e raffrescamento. In Cina, l’export dei settori Anima è cresciuto del 22,3% e sfiora i 720 milioni di euro. A determinare in misura straordinaria l’incremento è soprattutto il comparto degli impianti aeraulici. In Cina hanno registrato una buona dinamica anche turbine a vapore e compressori per aria.
Ancora più marcata la crescita dell’Algeria, che registra +146,7%, passando da 173,3 a 427,6 milioni di euro. A pesare in tale risultato sono stati soprattutto tecnologie come: turbine a gas (che rappresentano circa il 47% dell’export complessivo verso il Paese), valvole e rubinetti, ma anche prodotti e apparecchiature in pressione. Si tratta spesso di flussi legati a singole commesse e quindi caratterizzati da una dinamica non necessariamente continuativa, ma il dato evidenzia la capacità delle imprese italiane di intercettare opportunità anche su mercati in forte sviluppo.
 

«La crescita del 2,8% dell’export nel primo semestre conferma la capacità della meccanica italiana di mantenere una posizione competitiva sui mercati internazionali anche in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e incertezza negli scambi. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione, mentre i risultati di Cina e Algeria mostrano la capacità delle imprese di cogliere opportunità in mercati differenti. È un segnale di resilienza che va accompagnato da una maggiore diversificazione e dal rafforzamento della presenza internazionale. In questa direzione, gli Export Days rappresentano uno strumento concreto per creare nuove relazioni e opportunità di business», dichiara Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria.
 
Sul fronte dell’import, nei primi sei mesi dell’anno i settori Anima registrano un incremento dell’1,2%, per un valore complessivo di 9,73 miliardi di euro; si tratta di un dato che completa il quadro dell’interscambio attuale e non fa che confermare la centralità assunta ormai dai mercati internazionali oltre a quello europeo.
 
È in questo contesto che Anima rinnova gli Export Days, trasformando l’analisi dei mercati in un’occasione concreta di incontro tra domanda e offerta.

Per maggiori informazioni: Anima Confindustria
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